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Principi generali di filtrazione

By ammin in Acquario Dolce on 28 giugno 2013 - 1 Comment

filtrazione COME FUNZIONA UN FILTRO E I MATERIALI CHE LO COMPONGONO

Questo articolo cercherà di spiegare in dettaglio la funzione del filtro, i principi di funzionamento e i materiali che non possono mancare al suo interno.

Gli inquinanti

In un ambiente naturale, se un pesce si trova in condizioni sfavorevoli, si può spostare in zone le condizioni sono più adatte al suo benessere, ma in un acquario non può farlo per cui l’accumulo di inquinanti deve sempre essere tenuto sotto controllo.

I pesci producono ammonica attraverso feci e urine, ma anche l’eccesso di cibo e le foglie marcescenti ne producono. Se l’acquario fosse un semplice recipiente pieno di acqua, l’ammoniaca aumenterebbe di concentrazione fino al punto di diventare letale; una concentrazione pari a 0,025 mg/L è pericolosa per pesci delicati e una concentrazione di 0,2/0,5 mg/L uccide qualsiasi specie in un tempo brevissimo.

In acquario questo non accade per la presenza del filtro che, attraverso dei batteri, trasforma queste sostanze in sostanze meno dannose, questa fase è detta filtraggio biologico.

Le trasformazioni che avvengono all’interno del filtro sono due: la prima trasforma l’ammoniaca in nitriti (meno pericolosi dell’ammoniaca, concentrazione limite 0,5 – 1 mg/L) e la seconda trasforma i nitriti in nitrati, la cui concentrazione sopportabile è molto più elevata, per legge il limite di potabilità è 50mg/L di nitrati.

Queste trasformazioni avvengono per ossidazione e pertanto consumano ossigeno, ma non bastano a completare il ciclo dell’azoto, per quello ci vorrebbero dei batteri anaerobi che scindono la molecola utilizzando l’ossigeno presente in esso.

Il lavoro del filtro però non finisce qui: esso si occupa di catturare tutto ciò che è in sospensione nell’acqua sopra ad una certa dimensione, attraverso lana di perlon e spugne, questa viene detta filtrazione meccanica.

All’interno del filtro possono essere alloggiati altri materiali in grado di adsorbire (carbone attivo) o attirare elettricamente (resine ioniche o zeolite) determinate molecole; questi materiali vengono inseriti nella categoria del filtraggio chimico, da utilizzare raramente e solo se veramente necessario.

I filtri possono essere interni alla vasca o esterni ma, fondamentalmente, i principi di funzionamento sono sempre gli stessi, di fatto la velocità di attraversamento e il loro ordine sono fondamentali per una filtrazione ottimale.

Il primo materiale che deve essere attraversato è la lana di perlon

che, meccanicamente trattiene tutto quello che è in sospensione e non riesce ad attraversarla; è un materiale economico, può essere rilavata molte volte e quando non si riesce più a pulirla basta sostituirla.

Dopo aver attraversato la lana di perlon, l’acqua deve passare attraverso le spugne,

materiali anch’essi sintetici che fanno una filtrazione mista, sia meccanica che biologica. La versatilità di questo materiale è eccezionale, sono praticamente eterne e vanno lavate il meno possibile, utilizzando esclusivamente acqua prelevata dall’acquario

Finalmente, dopo tutto questo viaggio, l’acqua arriva ai materiali che lavorano esclusivamente in maniera biologica, trasformando quindi le sostanze azotate: i cannolicchi ceramici

Sono materiali estremamente porosi che permettono l’insediamento di quantità di batteri enormi, avendo un rapporto tra superficie e volume molto a favore della seconda. In commercio ci sono un’infinità di cannolicchi, di forme e dimensioni diverse, ma ogni acquariofilo poi ha le sue preferenze di alcuni rispetto ad altri.

Infine vi sono i materiali filtranti chimici

Carbone attivo

è in grado di adsorbire le sostanze di dimensioni inferiori ai pori presenti sulla sua superficie attraverso un complesso fenomeno elettrostatico ma ha una vita limitata e non può essere rigenerato in casa. Andrebbe utilizzato con parsimonia, ad esempio solo dopo trattamenti medicinali e mai durante la normale gestione del filtro.

Resine ioniche

possono essere anioniche o cationiche e catturano selettivamente tutte le molecole con una determinata carica elettrica.

In generale la filtrazione chimica andrebbe evitata se non in casi particolari e per tempi limitati

 

  • ammin - 28 giugno 2013