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Idropisia nei pesci rossi – come riconoscerla e trattarla

By Natura Amica in Pesci Acqua Dolce on 30 agosto 2016 - No Comments

malattie pesci rossi

Idropisia pesci rossi- come riconoscerla e trattarla

Per combattere l’idropisia nei pesci rossi è fondamentale saper riconoscere i primi sintomi per poter porre rimedio a questa frequente malattia dei pesci rossi

idropisia pesci rossi 2

Come si riconosce l’idropisia?

Bisogna innanzi tutto imparare a riconoscere lo stato di salute dei nostri pesci rossi, osservare quindi per prima cosa il loro comportamento, un pesce rosso sano e in piena salute si muove costantemente esplora la sua vasca ha le pinne dispiegate e il colore è luminoso, anche l’appetito se viene meno non è un buon segno, per cui è buona cosa osservare quotidianamente il loro comportamento e iniziare a preoccuparci se notiamo qualcosa.

L’idropisia (detta anche Ascite) viene definita come un anomalo rigonfiamento della cavità addominale (ventre gonfio) dovuto alla ritenzione dei liquidi normalmente espulsi dai reni, dalle conoscenze attuali sembra sia determinata da infezioni batteriche di varia natura che può essere efficacemente contrastata solo  se curata precocemente, per questo è fondamentale osservare attentamente i vostri pesci rossi e saper cogliere le prime avvisaglie di questa frequente malattia, come effetti collaterali spesso i pesci presentano l’esoftalmo (rigonfiamento oculare) opacità oculare, ulcere e corrosione delle pinne.

Come curare i pesci rossi affetti da idropisia

Le cure che possiamo attuare per curare questa malattia spesso si rivelano inefficaci poichè ci si accorge della malattia quando questa è già in fase avanzata, con il rigonfiamento dell’addome spesso accompagnato nello stadio finale della malattia dal sollevamento elle scaglie; se rilevata per tempo attuando un’adeguata terapia antibiotica e isolando il pesce in una vasca di quarantena abbiamo buone probabilità di curare l’idropisia.

Ricordiamo che l’idropisia non è contagiosa (ma è buona norma comunque togliere quanto prima un pesce deceduto per questa malattia) i batteri responsabili delle varie infezioni che la determinano sono sempre presenti in acquario (come protozoi e altri  agenti patogeni) i nostri pesci in condizioni ottimali di allevamento posseggono tutte le capacità per reagire da soli e solitamente non si ammalano, generalmente una dieta varia una popolazione di pesci compatibili e una manutenzione regolare dell’acquario sono sufficienti a scongiurare la malattia.

Cerchiamo di ricordarci anche una cosa molto importante, noi spesso parliamo generalmente di pesci rossi anche quando intendiamo specie derivate dal carassio rosso che 30 anni fa era l’unico pesce rosso conosciuto alle nostre latitudini, per intenderci mi riferisco a oranda, fantail, occhi telescopici, chicci di riso, black moore, ranchu, bubble eyes, riukyn, tamasaba e similari pesci rossi bellissimi e particolari che però hanno modificato qualcosa nella loro morfologia che li ha portati ad avere un corpo più tozzo e ad avere gli organi interni (fegato,stomaco e reni) compressi e per questo meno funzionali, li dobbiamo considerare quindi più delicati dei loro antenati e trattarli con più cautela e maggiori accortezze. Come gli altri pesci tropicali temono il cloro i nitrititi e i nitrati tropo alti, gli sbalzi di temperatura e di ph, necessitano di spazio per il nuoto e un’acqua sufficientemente pulita ed ossigenata, sono dei famelici divoratori di cibo e proprio per questo non si deve eccedere nell’alimentazione per non incorrere in occlusioni intestinali spesso difficilmente risolvibili

Le malattie dei pesci rossi come sconfiggerle

Come sempre per sconfiggere ogni patologia la carta vincente si chiama “prevenzione” molto spesso prima di ammalarsi i nostri pesci rossi un paio di giorni prima smettono di mangiare si isolano dal gruppo reagendo poco agli stimoli, ecco questo è il momento per agire senza esitare oltremodo e per avere maggiori probabilità di guarigione, se avete un pesce rosso gonfio probabilmente siete già allo stadio successivo per cui agite al più presto.

 

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  • Natura Amica - 30 agosto 2016