Plancton, parola di origine greca il cui significato indica “errante”, “vagabondo”.
Sappiamo che il plancton è formato da una innumerevole quantità di piccoli organismi che vivono in sospensione nell’acqua sospinti dalla correnti oceaniche, non hanno la possibilità di opporsi a queste forze naturali, almeno in senso orizzontale, rappresentando una fonte alimentare di incredibile importanza per l’intero ecosistema marino
In base alle dimensioni possiamo parlare di:
Megaplancton
Macroplancton
Mesoplancton
Microplancton
Nanoplancton
E’ formato da fitoplancton-zooplancton-batteri e prendendo in esame le varie strategie utilizzate dagli organismi sul nostro pianeta per procurarsi le energie necessarie alla loro sopravvivenza, sì può dire il plancton racchiuda in sè i più importanti requisiti:
PRODUZIONE-CONSUMO-DECOMPOSIZIONE
La produzione viene affidata ad una infinità di piante acquatiche senza radici, il fitoplancton (dal greco “vegetali alla deriva”). Questi organismi grazie all’energia ricavata dal sole riescono a sintetizzare le sostanze organiche disciolte nell’acqua utilizzando le sostanze inorganiche.
Per questo motivo vengono chiamati organismi autotrofi-fotosintetici cioè produttori che utilizzano la luce del sole.
Il consumo è compito dello zooplancton, organismi unicellulari (protozoi) e pluricellulari (metazoi) che non avendo la possibilità di produrre il proprio alimento lo ottengono predando altri organismi, in questo caso il fitoplancton, prendendo il nome di eterotrofi, questa autotrofia-eterotrofia è una terminologia che può essere utilizzata anche per descrivere la natura dei coralli, in particolar modo per gli ermatipici.
La decomposizione viene affidata ad una massa enorme di batteri (batterio plancton), che si occupa della trasformazione delle sostanze organiche marine in inorganiche chiude l’anello della catena alimentare in mare.
La luce del sole colpisce la superficie dell’acqua dando la possibilità a tutti gli organismi autotrofi di vivere e riprodursi e diventare prede per lo zooplancton erbivoro a sua volta predato dallo zooplancton carnivoro e poi su sino al vertice della catena alimentare con i grandi predatori come lo squalo.
Tutti i composti organici, dovuti al metabolismo di questi esseri,vengono lavorati dai batteri, mineralizzati e trasformati in sostanze inorganiche (fosfati nitrati ecc.) che, come abbiamo detto, queste sostanze inorganiche vengono utilizzate dalle microalghe.
Ma il fitoplancton in alcuni casi potrebbe rappresentare anche un disastro ecologico, anche nei nostri mari, per cause naturali: temperature elevate, composti azotati in eccesso, queste piccole alghe possono proliferare al punto tale da tingere l’acqua del mare di verde o marrone dipendentemente dal tipo di alga; nel giro di poche ore tutti i composti che rappresentano il substrato alimentare del fitoplancton vengono assorbiti dalle stesse alghe, che restando senza alcun nutrimento muoiono.
Una moria così importante di tanti organismi causa una anossia dell’acqua e la morte di altri organismi.
Normalmente questo non avviene, comunque sia queste piccole alghe, non visibili ad occhio nudo (da 2-30 µm) vengono anche sfruttate commercialmente dalle avannotterie. che sono allevamenti che si interessano della riproduzione e accrescimento dei pesci destinati alla alimentazione umana.
Abbiamo detto che questi coralli SPS LPS sono organismi autotrofi, ossia produttori, grazie al fenomeno delle zooxanthelle e relativa fotosintesi, ma anche eterotrofi, predatori molto evoluti.
Meno evidente questa caratteristica nei coralli molli che sono abili filtratori trattenendo le particelle interessanti (batteri, vibrioni, fitoplancton ecc).
Prendendo in esame il genere ACROPORA notiamo che sul tessuto corallino si trovano le NEMATOCISTI, dei piccoli arpioni, che vengono scagliati contro i malcapitati crostacei zooplanctonici trafitti da questa arma. La forza d’impatto è di circa 150 kg/cm2.
I crostacei vengono trascinati sino sul tessuto dei coralli (ectoderma) poi con delle piccole ciglia vengono trasportati fino al polipo.
Sulla bocca del polipo esiste una sostanza anestetizzante prodotta da alcune ghiandole; successivamente le piccole prede vengono risucchiate in un corto esofago fino alla cavità gastro vascolare dove grazie a degli acidi prodotti dai filamenti mesenterici vengono digerite.
Dai carapaci (gusci) di questi crostacei i coralli ricavano una piccola parte di calcio e minerali;dalla sostanza organica ottengono aminoacidi e proteine.
Tutto questo è stato scoperto anni fa da un gruppo di ricercatori che, analizzando nell’interno il corallo, trovarono una quarantina di amminoacidi che combinati formavano una proteina, sicuramente non dovuta alla fotosintesi.
Lo zooplancton è composto da organismi animali che si lasciano trasportare dalla corrente, si divide in tre fasce a seconda della grandezza degli individui:
1. megazooplancton (meduse).
2. mesozooplancton (crostacei)
3. macrozooplancton (chetognati e salpe)
Altri esempi di organismi facenti parte dello zooplancton sono le larve e molte specie di pesci.
Alcuni organismi che compongono lo zooplancton sono in grado di spostamenti in senso verticale nella colonna d'acqua, influenzati dalle condizioni della luce, infatti si spostano verso l'oscurità' delle acque profonde di giorno, e risalgono in superficie durante la notte.
I motivi di questo comportamento essenzialmente sono :
· Sottrarsi a tutti quei predatori che di giorno cacciano a vista
· Impedire alle correnti superficiali di trasportarli in zone meno adatte alla sopravvivenza .
· Rallentare il metabolismo, risparmiando energia, in acque più fredde, con la possibilità di raggiungere dimensioni maggiori. Ricordiamo che il tasso riproduttivo di tanti di questi organismi è legato alle dimensioni corporee.
· Sfuggire alle esotossine che la massa fitoplanctonica produce durante la fotosintesi.
Nella popolazione zooplanctonica ricordiamo i seguenti elementi:
Dinoflagellati
Zooflagellati
Foraminiferi
Radiolari
Rotiferi
Ciliati
Cnidari
Ctenofori
Chetognati
Anellidi
Molluschi
Crostacei
Copepodi.
Il fitoplancton essendo un vegetale, per la sua crescita necessita di azoto-fosforo asportandolo dall'acqua del nostro acquario, questo vuol dire che non inquina ma bensì depura
I famosi coralli duri SPS si nutrono in mare predando organismi zooplanctonici.
Questi coralli sino a qualche decennio fa erano ritenuti organismi autotrofi si pensava che si nutrissero di sola luce.
Indubbiamente la luce è la fonte primaria di alimentazione
Sfruttando particolari pigmenti foto sintetici, le alghe simbionti convertono l’energia della luce del sole in energia chimica,(composti di fosfati) ed altre macromolecole interessanti,albumine, lipidi, idrati di carbonio.
Qualche decennio or sono alcuni ricercatori, analizzando un corallo nel suo interno, trovarono degli aminoacidi.
Stupiti , convinti che questi organismi si nutrissero esclusivamente di luce, iniziarono delle ricerche.
Oggi sappiamo con certezza che esistono coralli solo eterotrofi (predatori) ma non esistono coralli solo autotrofi
(che vivono di sola luce), sono organismi mixotrofici.
Dalla alimentazione fito-zooplanctonica,ricavano particolari sostanze, ed antiossidanti (carotenoidi),che servono ad alcuni pigmenti colorati responsabili del mimetismo di questi organismi sessili.
Il fitoplancton in natura rappresenta un particolato alimentare che garantisce la stabilità, la salute, la differenza di specie in tutti i mari del nostro pianeta.
Gli acidi grassi DHA-EPA-AA, normalmente non sintetizzati dai coralli, vengono ottenuti, in natura, attraverso l’assunzione del plancton
Anche nel nostro acquario queste particelle alimentari sono in grado di attivare la microfauna presente tra le rocce, in questo modo il piccolo reef domestico inizia ad essere un sistema biologicamente attivo
Il SISTEMA DI ALIMENTAZIONE NATURALE si basa su una alimentazione diretta ed indiretta dei coralli garantendo una microfauna efficiente e variegata.Dopo alcuni mesi di somministrazione durante la notte si noterà un pulviscolo planctonico in sospensione in acquario, microfauna, che viene divorata dai vostri coralli duri.
Questo sistema sicuramente non rappresenta la bacchetta magica che farà diventare i vostri coralli ed il vostro acquario incredibili, giacchè questo è il frutto di un insieme di tanti piccoli dettagli, ma è certo il fatto che i nostri ospiti corallini, con questo sistema, troveranno e riconosceranno un cibo, per loro, vecchio milioni di anni; con questo sistema inoltre la capacità di biotrasformazione del nostro sistema di filtraggio non sarà mai messa a dura prova, grazie al fatto che il cibo vivo non diventa una sostanza organica-inorganica da smaltire.



